Rugby: l’Italia perde anche a Tokyo, Giappone vince 26-23

Gli azzurri chiudono il tour nel Pacifico con tre sconfitte su tre: troppo tardi la meta di Barbieri

Il disastro è completo. Il tour della Nazionale italiana di rugby nel Pacifico si è chiuso con la terza sconfitta su tre partite. E con il primo ko nella storia con il Giappone. A Tokyo è finita 26-23, con gli azzurri protagonisti dell’ennesima prova inconsistente, deludente, inqualificabile. Dopo le sconfitte con Figi (25-14) e Samoa (15-0) è dunque arrivato la nona caduta consecutiva.

Al 5′ va subito in meta il Giappone con una facilità elementare: da un drop out di Luciano Orquera, basta un passaggio per far volare Akihito Yamada in meta in mezzo alle statuine azzurre, con la trasformazione di Ayumu Goromaru. Orquera accorcia subito su piazzato, ma sempre dalla piazzola fa centro anche Goromaru. Al quarto d’ora Yamada con un in avanti volontario in tuffo interrompe un’azione pericolosa degli azzurri a cinque metri dalla meta: il Tmo impone l’inevitabile cartellino giallo e la meta tecnica, trasformata da Orquera per il 10-10. Anche se in inferiorità il Giappone si guadagna un comodo piazzato con il quale Goromaru riporta i padroni di casa avanti, ma Orquera li riprende al 36′.

A inizio ripresa l’ennesimo fallo azzurro viene punito con un cartellino giallo a Giovambattista Venditti e Goromaru centra i pali per il 16-13, poi si ripete al 47′. Orquera accorcia poco prima del ritorno in campo di Venditti, ma al 60′ arriva la seconda meta giapponese con Male Sa’u, con gli azzurri ancora una volta inconsistenti in difesa e Goromaru che trasforma per il 26-16. Al 65′ l’Italia si ricorda che si può anche attaccare (per la verità aiutata da un calcio di liberazione mandato direttamente fuori da Goromaru) e per la prima volta nella ripresa ha un possesso nella metà campo avversaria. A cinque minuti dalla fine Venditti riscatta (in parte) una prova molto opaca liberando con un magnifico sottomano Rob Barbieri, che vola indisturbato a schiacciare in mezzo ai pali per il -3. Una reazione tanto furiosa, quanto tardiva, quella degli azzurri, che poi però commettono un errore da principianti sbagliando il numero degli uomini in una touche: i giapponesi si guadagnano la mischia e addormentano lì la partita.

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