Il Sei Nazioni di Rugbryca: il Galles

LA SQUADRA - Italia che non vince, ma assolutamente convince. Dopo le prime convocazioni di questo Sei nazioni, in molti avevano storto il naso e criticato le scelte di Jacques Brunel, ritenendo che investire su alcuni campioni di lungo corso fosse sbagliato e che dovesse puntare di più sui giovani. La prima risposta ufficiale è arrivata con la formazione comunicata giovedì scorso: una linea dei tre quarti e di mediana talmente giovane da promuovere Sgarbi, con i suoi 27 anni, al ruolo di senatore. A nulla però sarebbe valso schierare così tanti giovani se non gli fossero stati affiancati giocatori di comprovata esperienza quali Mauro Bergamasco o Marco Bortolami, che hanno dimostrato di non sentire fisicamente quei record che parlano di “atleta di più lunga militanza con 15 anni e 75 giorni” oppure di “100 caps”. Ad atleti con questi numeri si deve portare rispetto.
Nella settimana che aveva preceduto l’incontro l’allenatore dei tre quarti Berot non aveva fatto mistero di quale fosse la formula vincente: “dobbiamo ritrovare quella qualità che avevamo nello scorso 6 Nazioni e che abbiamo in parte smarrito in Sudafrica ed a novembre: non può esserci attacco se la difesa non funziona, è fondamentale ritrovare la giusta organizzazione e la giusta comunicazione in vista delle partite del Torneo”. Pertanto senza la difesa di ieri (che sì ha peccato in alcuni placcaggi mancati, ma ha comunque messo sotto pressione quel Galles campione delle ultime due edizioni del torneo) non avremmo assistito alle due bellissime mete del furetto Campagnaro, abilissimo in due galoppate da record ed esecutore di un intercetto da manuale. Non per niente eletto Man of the Match al suo esordio nel Sei Nazioni.
Il punteggio finale di 23-15 lascia un po’ di amaro in bocca per qualche punto lasciato al piede, ma servirà di lezione per affrontare la Francia con un pizzico di determinazione e cinismo in più.
LA NOVITA’ DMAX - Lasciati i palinsesti di Sky il rugby torna in chiaro (Evviva!) su Dmax con la trasmissione “Rugby Social Club” ad accompagnare le partite degli Azzurri. La conduzione di Daniele Piervincenzi risulta subito semplice e diretta ed i suoi compagni di viaggio Paul Griffen e Gabriele Rubini (alias Chef Rubio) lo aiutano, seppur visibilmente emozionati, a portare lo spettatore nella partita. Il commento degli incontri è affidato a Vittorio Munari ed Antonio Raimondi, che oltre a non avere bisogno di presentazioni, hanno l'oneroso compito di commentare tutte le partite di questo torneo. 
Lo studio è un grande spogliatoio ricco di cimeli, trofei e maglie, tutti provenienti dal Museo del Rugby di Corrado Mattoccia e nelle prossime puntate sarebbe interessante sapere la storia di quelle memorabilia di campioni del presente e del passato.La prima ospite in studio è stata Flavia Pennetta, che ha cominciato a seguire il rugby grazie al suo preparatore e che ora si dichiara molto tifosa. Forse non molti sanno che la campionessa del tennis italiano con l’innocente domanda “ma perché vanno all’indietro?”, chiesta durante una delle prime visioni di un incontro di rugby, ha dato involontariamente il titolo al libro di Roberto Parretta, uscito durante lo scorso Sei Nazioni.
La formula del programma è simpatica e accattivante, qualche luce di più in studio ad illuminare ospiti e scenografia forse non guasterebbe, ma l’impegno c’è e si vede. Aspettiamo le prossime puntate per vedere come crescerà il nuovo gruppo di Dmax.
LA NAZIONALE FEMMINILE - Una bella vittoria negli ultimi minuti della partita arriva invece dalle ragazze della Nazionae, che vincono con il Galles per 12 a 11, operando una caparbia rimonta con due mete nel secondo tempo. "Sono davvero felice per loro, le ragazze e per tutto lo staff. Vincere qui non era facile - evidenzia il CT Andrea Di Giandomenico - eppure nel primo tempo avevamo difeso bene ma la prima meta ci aveva tagliato le gambe. Poca sicurezza ma tanta voglia di vincere. Nella ripresa abbiamo giocato di più nel loro campoed i frutti si sono visti. Abbiamo sollecitato la loro difesa, non più certa e rocciosa come all'inizio, e sono venute le due mete della vittoria. Il torneo parte bene per noi, ma dobbiamo lavorare per migliorare quelle cose che non sono andate. Buono l'esordio in mediana di apertura di Beatrice Rigoni, non facile ma certamente positivo. Così come tutta la squadra che ha saputo reagire insieme alle difficoltà del primo tempo". Tantissimi complimenti a loro e speriamo che riescano presto ad avere quella visibilità che giustamente meritano.

 

 
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